“Il ripristino degli ecosistemi per le Foreste Modello in Italia significa ripristinare le comunità come primo obiettivo”, afferma Annalisa Spalazzi, ricercatrice presso il Gran Sasso Science Institute.
In molte aree, i paesaggi culturali costruiti nei secoli dall’interazione fra esseri umani e natura stanno andando perduti a causa dell’abbandono e del calo demografico, con il risultato di una crescente disconnessione tra tradizioni e innovazione. Le Foreste Modello lavorano per ricollegare le persone ai loro luoghi e al loro patrimonio culturale, consentendo alle comunità innanzitutto di prendersi cura dei propri territori e poi di sviluppare nuovi approcci di gestione, promuovendo al contempo l’innovazione e nuove economie locali. Questo è uno degli obiettivi delle Foreste Modello in Italia, sia nelle Montagne Fiorentine che nella Valle dell’Aterno: ricollegare comunità e luoghi e ripristinare il senso di abitabilità.
Sulle montagne alle porte di Firenze, la Foresta Modello delle Montagne Fiorentine (FMMF) è attiva dal 2012, una delle prime istituite nel Mediterraneo. Qui abbiamo incontrato Giuseppe Salieri, membro dell’Associazione e proprietario di un’azienda agricola dedicata alla gestione di castagneti secolari e alla produzione di farina. Per lui, questo luogo non riguarda solo la produzione, ma anche “l’organizzazione di concerti e spettacoli, per condividere questa bellezza con persone lontane da questa realtà, specialmente con i bambini”.
Creare connessioni è anche al centro del Marchio del Legno della Foresta Modello, un marchio creato per valorizzare il legno che viene tagliato e lavorato localmente. Ne abbiamo parlato con Dario Paletta, Dottore Forestale e membro del Consiglio Direttivo, direttamente nella sede della Foresta Modello, una struttura costruita interamente con legno locale certificato.
“Far parte di una Foresta Modello significa far parte di una grande rete che include enti pubblici e privati, aziende agricole, produttori, cittadini e liberi professionisti. Il tutto con l’obiettivo di valorizzare e sviluppare in modo sostenibile il nostro territorio”, afferma Matteo Mazzoni – FMMF – “l’idea è quella di riunire tutte le persone che si sentono sole nel lavorare sul territorio, per rompere l’isolamento e creare un percorso condiviso verso un futuro di comunità vivace e funzionale”, aggiunge Alessio di Giulio, presidente della Foresta Modello della Valle dell’Aterno.
In Abruzzo, la Foresta Modello della Valle dell’Aterno è stata istituita nel 2024. Il video ci porta a conoscere Milena Molozzu, una guida ambientale che collabora con l’Associazione per organizzare le “passeggiate patrimoniali” studiate per ricollegare le comunità al loro territorio. Attraverso escursioni che coinvolgono anche testimoni locali che condividono storie di cultura, artigianato ed economie rurali, queste passeggiate mirano ad aiutare le persone a “diventare nuovamente proprietari, quindi più consapevoli, e in infine custodi del nostro territorio”.
Parlando del processo partecipativo che ha portato la Valle dell’Aterno alla stesura del Piano Strategico, Marina Paolucci spiega quanto sia importante creare soluzioni che consentano una Gestione Forestale Sostenibile, in grado di conservare e valorizzare la produzione e la raccolta del tartufo, fornendo alle famiglie locali un modo per integrare i propri redditi attraverso questo prodotto forestale non legnoso.
Questo è il primo episodio di una serie di cinque video girati in tutta la Rete delle Foreste Modello del Mediterraneo (clicca qui per saperne di più >>) , che esplora come l’approccio delle Foreste Modello possa rafforzare la governance, la sostenibilità e le iniziative di Restoration.
